La UE fa il punto sulla differenziata nell’ambito della “circular economy”

Lo scorso 29 gennaio è stato presentato dalla Commissione UE alla Conferenza “Separate Waste Collection in the Context of a Circular Economy in Europe” uno studio che contiene diverse raccomandazioni rivolte ai vari stati in materia di green economy. L’attenzione è rivolta particolarmente particolare attenzione alle performance delle 28 Capitali UE, e si parla in special modo di processi decisionali di gestione dei rifiuti.

Fra le raccomandazioni c’è quella di “Riconsiderare la necessità di investire/installare impianti di incenerimento per rifiuti urbani non differenziati”. Lo studio inoltre fa il punto sull’attuazione della differenziata nei vari Stati membri, con particolare attenzione alle frazioni di metalli, plastiche vetro e carta, oltre ai rifiuti organici. E mira ad incentivare una raccolta più consapevole e meglio organizzata. Ad esempio mette in evidenza che la raccolta di due frazioni insieme è una misura ragionevole per ridurre i costi e mantenere una buona qualità del conferimento: le contaminazioni accidentali sono più frequenti laddove più frazioni sono mescolate tra loro. In questi casi c’è una qualità inferiore di materiali riciclabili e alti tassi di rifiuti scartati. Infine, il rapporto rileva che se la raccolta separata dei rifiuti biodegradabili avviene con il sistema porta a porta, aumenta anche la qualità della selezione del riciclabile secco.

Fra le raccomandazioni europee più recenti, ricordiamo, spicca quella di non collocare in discarica i rifiuti raccolti in modo differenziato e di raccogliere invece i rifiuti organici, mentre un rapporto ancora più recente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente sottolinea come i tassi di riciclo più alti degli RSU siano ottenuti da parte di quegli stati che hanno introdotto la raccolta differenziata obbligatoria di alcune frazioni di rifiuti urbani.

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