Da carta e cartone arrivano i nuovi materiali per il packaging sostenibile

I consumatori preferiscono acquistare online ma non rinunciano alla tutela dell’ambiente che rimane il motore principale di ogni scelta. Gli imballaggi in carta e cartone sono sempre più protagonisti nelle case degli italiani, che non rinunciano alla raccolta differenziata: nel 2019 oltre 3,5 milioni di tonnellate di carta e cartone avviate a riciclo grazie all’impegno condiviso con la filiera cartaria

Monomateriale, personalizzato, di dimensioni sempre più ridotte e leggero. Il packaging in carta e cartone è sempre più sostenibile per rispondere alle esigenze dei consumatori indirizzati ormai verso acquisti rigorosamente “green”, forte anche di un’industria cartaria capace di raccogliere le nuove sfide rinnovandosi continuamente.

La ricerca “I nuovi modelli di consumo e la riprogettazione del packaging: la scelta di materiali sostenibili nell’era dell’economia circolare” presentata da Comieco, Consorzio nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica, e realizzata dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna analizza le soluzioni industriali che la filiera cartaria sta mettendo a punto proprio per progettare e realizzare imballaggi che riescano allo stesso tempo a soddisfare esigenze di sostenibilità, innovazione e funzionalità con l’obiettivo di facilitarne la raccolta e il riciclo.

Lo studio parte da un’analisi del contesto legato ai consumi: la rete si conferma il “negozio” preferito dalla maggior parte dei cittadini (nel periodo gennaio/settembre 2020 l’e-commerce è cresciuto del 29%) ma il 70% di chi compra online è disposto a spendere un po’ di più pur di garantirsi una spesa “green” (fonte: Idealo 2019) e l’80% degli e-shopper predilige un imballaggio ecosostenibile perché trasmette l’impegno dell’azienda verso le tematiche ambientali (fonte: Comieco 2019).

Un futuro “sostenibile” non può prescindere dal packaging a base cellulosica.

Una delle frontiere di innovazione che lo studio esplora è l’utilizzo dei nuovi materiali per gli imballaggi, dove la carta e il cartone hanno un ruolo centrale: dai materiali bio-based di origine animale, a quelli di origine vegetale e alle bioplastiche fino ad arrivare ai nanomateriali, tra i quali spiccala nanocellulosa che ha proprietà uniche come la bassa densità, la grande resistenza, la leggerezza, la rigidità e il basso costo. E non solo: è anche costituita da biomassa, è rinnovabile, biodegradabile e compostabile.

Il settore cartario svolge un ruolo strategico sul mercato dei nuovi materiali grazie alla disponibilità in natura della cellulosa, fondamentale per la realizzazione di imballaggi a basso impatto ambientale, facili da riciclare. Proprio l’industria del riciclo di carta e cartone rappresenta un’eccellenza italiana dell’economia circolare.

“La filiera cartaria è un perfetto modello di riferimento continentale dell’economia circolare – dichiara Carlo Montalbetti, Direttore generale di Comieco – perché grazie allo sviluppo della raccolta urbana di carta e cartone, che oggi si attesta su oltre 3,5 milioni di tonnellate, è riuscita a sopperire alla scarsità di materia prima vergine generando nel nostro paese una filiera industriale virtuosa che ha fatto del riciclo la risposta alla necessità di prolungare la vita della risorsa naturale (la cellulosa). Basti pensare che quasi il 60% della produzione cartaria nazionale avviene utilizzando fibre di riciclo”.

“L’utilizzo dei nuovi materiali per la progettazione sostenibile degli imballaggi a base di carta e cartone, che potrebbe favorire ulteriormente lo sviluppo di una bioeconomia basata su un approvvigionamento sostenibile di materie prime rinnovabili, è in costante crescita: a titolo esemplificativo la domanda globale di nanocellulosa ha raggiunto le 13.870 tonnellate nel 2015 e stime di settore affermano che il valore del mercato globale, che nel 2015 era pari a 65 milioni di dollari, arriverà a 530 milioni di dollari nel 2021” – commenta Marco Frey, Professore ordinario di Economia e gestione delle imprese e Direttore del laboratorio di ricerca sulla sostenibilità (SuM) della Scuola Sant’Anna.

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