ELEZIONI 2018: L’AGENDA AMBIENTALISTA ENTRA NEL CONFRONTO

23 Associazioni di protezione ambientale riconosciute fanno arrivare, ad una settimana dal voto, la voce di milioni di cittadini che scelgono di prendersi cura dei beni comuni e del futuro del nostro Paese (il 51,9% degli italiani è preoccupato per i cambiamenti climatici, Annuario 2017 ISTAT)

L’Agenda Ambientalista 2018 presenta 50 proposte per 18 filoni tematici che in questi giorni sono stati messi all’attenzione delle forze e movimenti politici che si candidano al governo dell’Italia: energia e clima; trasporti e infrastrutture; valutazioni ambientali; consumo del suolo; difesa del suolo; usi civici; bonifiche; rifiuti; biodiversità ed aree protette; mare; montagna; beni culturali e paesaggistici; agricoltura; turismo e ambiente; Ministero dell’Ambiente; andare oltre il PIL; diritti e delitti ambientali; informazione, educazione, formazione e partecipazione ambientale. L’importante iniziativa unitaria è promossa da: Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, Fare Verde, Federazione Pro Natura, Federazione Italiana Amici della Bicicletta – FIAB, Forum Ambientalista, Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridica Onlus, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, Slow Food Italia, TCI, VAS, WWF.

Nell’Agenda gli impegni ineludibili per il nuovo Governo per rispondere a quanto ci chiede l’Europa e il mondo: 1. la redazione del Piano Nazionale Clima e Energia, che faccia conseguire l’Obiettivo 100% rinnovabili al 2050, nel rispetto delle tutele ambientali paesaggistiche e culturali, e la definizione di una Roadmap di decarbonizzazione con la fuoriuscita dall’uso del carbone entro il 2025; 2. il varo di Piano nazionale della mobilità, atteso dal 2001, per favorire la mobilità pulita (a cominciare dalla bicicletta e dalle auto elettriche) e ripensare le città, liberandole da congestione, dall’ inquinamento e dalle emissioni di gas serra; 3. la definizione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità, post 2020, nel pieno rispetto delle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” per conservare un patrimonio che non ha eguali in Europa (l’Italia ha il primato continentale per la varietà di specie e habitat) sottoposto a gravi fenomeni di bracconaggio e di speculazione nelle aree di pregio; 4. sostenere in sede comunitaria la revisione radicale della Politica Agricola Comune, basata sui principi dell’agroecologia e del benessere animale, evitando, tra l’altro, l’uso dei pesticidi nelle aree protette e vicino ai corsi d’acqua, mantenendo il divieto assoluto di prodotti OGM; 5. dare piena attuazione alla Strategia Marina per l’Ambiente Marino, derivante dalla Direttiva europea del 2008, come tutelare le aree interne con appositi provvedimenti mirati per le zone montane, nel rispetto della Convenzione internazionale delle Alpi e per il rilancio della Convenzione degli Appennini.

Molti gli interventi di sistema necessari alla sostenibilità delle scelte nel nostro Paese, tra gli altri: a) puntare ad una legge efficace contro il consumo del suolo e la rigenerazione urbana, partendo dal disegno di legge discusso nella XVII legislatura, con le necessarie modifiche; b) completare il percorso avviato con l’introduzione, dopo 20 anni, nel Codice Penale degli ecoreati con l’aggiunta di nuovi “delitti ambientali” per la tutela della fauna protetta e l’individuazione di una modalità unica sul territorio nazionale per far confluire i proventi delle sanzioni contravvenzionali minori; c) convocare entro il 2020 la III Conferenza nazionale sulle aree protette per ridefinire e rilanciare il ruolo dei parchi nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale; d) completare la stagione dei nuovi Piani paesaggistici (sinora approvati da 3 Regioni: Puglia, Sardegna e Toscana) nel contempo, intervenire su quelle disposizioni mirate ad aggirare la pianificazione urbanistica, l’autorizzazione paesaggistica delle Soprintendenze,  i vincoli sugli immobili demaniali, oltre a quelle volte alla semplificazione delle procedure autorizzative della Conferenza dei servizi; e) realizzare una carta nazionale delle terre civiche e un censimento dei demani civici illegittimamente occupati da soggetti senza titoli validi e/o destinate a utilizzi impropri; f) istituire un Fondo nazionale per le bonifiche dei siti inquinati orfani (senza più proprietario), sul modello del Superfund USA; g) introdurre una cauzione sugli imballaggi monouso, per ridurre la produzione dei rifiuti, puntando nel contempo, come richiesto dall’Europa,  su un programma  nazionale di prevenzione, che vada ad incidere sui consumi per contenere gli sprechi.

Questi i contenuti in pillole delle oltre 50 proposte dell’Agenda Ambientalista 2018 per la ri-conversione ecologica del Paese, frutto della riflessione unitaria di 23 associazioni.

 

 

 

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