Criteri ambientali minimi (CAM) nelle gare d’appalto

Il 12 febbraio scorso,  nella sala stampa della Camera dei Deputati, è stato presentato un report di monitoraggio sull’applicazione dei criteri ambientali minimi nelle procedure di approvigionamento dei comuni appartenenti all’associazione Comuni virtuosi.  Il lavoro è stato realizzato dalla società di consulenza Punto 3 e dall’Associazione Comuni Virtuosi con la collaborazione di Sumus Italia e del Conzorzio Ecopneus per fornire informazioni sulle tendenze in atto presso i Comuni appartenenti all’Associazione dei Comuni Virtuosi in termini di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

L’indagine che abbiamo realizzato vuole dare un piccolo contributo alla programmazione ed al controllo di una spesa pubblica orientata a razionalizzare gli acquisti ed i consumi ed in grado di incrementare la qualità ambientale delle forniture e degli affidamenti“ afferma Paolo Fabbri Presidente di Punto 3 Srl.

 “Al di là dei vincoli normativi o degli obiettivi che le istituzioni si danno, cosa rimane sulla scrivania di un sindaco o di un responsabile della centrale acquisti di un Comune rispetto al tema dei CAM? È a questa domanda che dovrebbero rispondere tutti quelli che, a vario titolo, si occupano di acquisti verdi nel nostro Paese. Ed è esattamente la risposta che abbiamo provato a mettere insieme noi, interrogando i sindaci dei nostri comuni soci, per raccogliere un campione attendibile di quanto accade sul serio nella trincea quotidiana degli enti locali- afferma Marco Boschini coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi.

I dati sono davvero poco confortanti: in pratica, i Cam sono stati applicati per gli acquisti di carta per ufficio (60 per cento), ristorazione (50 per cento) e materiale elettrico per i locali (43%). Invece per gli acquisti di veicoli per il trasporto su strada la percentuale di bandi con criteri ambientali è molto bassa, soltanto il 6 per cento; stessa percentuale riguarda anche il verde pubblico. E l’edilizia, che con criteri verdi assicurerebbe un grande risparmio energetico, vede bandi con applicazione dei Cam soltanto per il 5 per cento.

Un altro aspetto che l’indagine ha evidenziato è la scarsa formazione del personale che deve applicare i Cam. Nel 50 per cento dei casi, infatti, non c’è stata la partecipazione a corsi di aggiornamento e su Cam e Gpp (Green procurement management) , soltanto il 25 per cento ha organizzato eventi formativi e il 25 per cento non risponde.
I Comuni rilevano che i Cam non sono applicati nel 42 per cento dei casi per la difficoltà dei criteri ambientali da inserire nei bandi che andrebbero scritti con competenze molto specifiche, per il 15 per cento perché è difficile verificare la validità dei documenti forniti dalle ditte appaltatrici, ma, ancora una volta, c’è un eloquente 30 per cento degli enti pubblici che non risponde.

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