DAILY REPORT ECOMONDO

Mercoledì 7 novembre 2018

I BIG DEL MADE IN ITALY A ECOMONDO PER SPINGERE SULL’ECONOMIA CIRCOLARE

Hanno scelto il palcoscenico di Ecomondo (alla fiera di Rimini fino a venerdì) per lanciare le proprie proposte e chiedere alle istituzioni italiane di porre sempre più al centro dell’agenda politica il tema dell’economia circolare. Otto tra le maggiori aziende italiane in diversi settori – Bulgari, Costa Crociere, Eataly, Enel, Fater, Intesa San Paolo, Novamont, Ferragamo, con il coinvolgimento di Accenture – hanno presentato ieri mercoledi 7 alla Fiera di Rimini di Italian Exhibition Group un documento comune, concepito come base di interlocuzione per sviluppare un approccio italiano all’economia circolare. Il documento è stato presentato in anteprima ad Ecomondo nell’ambito del convegno “Economia circolare: il paradigma economico del ventunesimo secolo per ridefinire crescita e sviluppo” organizzato dal comitato tecnico scientifico di Ecomondo insieme a Intesa San Paolo, gruppo bancario che ha incluso nel proprio Piano Industriale l’impegno a supporto della transizione verso l’economia circolare e che è, inoltre, Global Partner della Fondazione Ellen MacArthur.

 

A ECOMONDO FIRMATA INTESA PER  LA CRESCITA DELLA FILIERA ITALO-TUNISINA DEL RIUSO E RICICLO DEI RIFIUTI TESSILI DOMESTICI

CONAU, l’Associazione italiana delle aziende della raccolta e valorizzazione delle frazione tessile dei rifiuti urbani aderente a FISE UNICIRCULAR, e l’omologa associazione tunisina CONNECT GL Friperie hanno siglato ieri a Ecomondo di Italian Exhibition Group un Protocollo d’intesa, alla presenza di UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale), interessata a valutare le ricadute occupazionali in Tunisia, per valorizzare la “gestione integrata” tra i sistemi Italo – tunisini di economia circolare della filiera del fine vita dell’abbigliamento usato (frazione tessile dei rifiuti urbani). L’accordo intende rendere trasparente e tracciabile la commercializzazione di questi prodotti a fine vita tra Italia e Tunisia.

In Italia si raccolgono ogni anno circa 150.000 tonnellate di abbigliamento usato che vengono sottratte allo smaltimento in discarica o in inceneritore, garantendo circa 1.000 posti di lavoro in gran parte in piccole aziende e nel mondo delle cooperative sociali che impiegano una quota significativa di soggetti svantaggiati. Una parte del materiale raccolto viene lavorato dalle aziende italiane, la restante parte venduta in Paesi che presentano un sistema di aziende specializzate nella selezione e valorizzazione come la Tunisia.

Il comparto tunisino (detto della “friperie”) è costituito da oltre 50 aziende che trattano circa 150.000 tonnellate ogni anno (importate dall’Italia e da altri Paesi europei) e danno occupazione diretta ad oltre 4.000 addetti oltre ad alimentare i settori portuali, dei trasporti e commercio tramite mercati, negozi ed esportazioni.

ECONOMIA CIRCOLARE NELL’AMBITO DELLE BONIFICHE

Syndial e Ca’ Foscari hanno presentato ad Ecomondo alcuni esempi di progettazione di interventi di bonifica sempre più sostenibili e che integrino concretamente i principi dell’economia circolare. Si è parlato anche del Progetto Ponticelle NOI che su 18 ettari a Ravenna prevede la riqualificazione industriale di un sito da bonificare. E’ prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico, uno di produzione di biocombustibile da Forsu, un impianto di trattamento dei rifiuti ed un centro di sperimentazione per tecnologie industriali. I lavori partiranno nel 2021 e l’area sarà operativa nel 2022.

 INDUSTRIA 4.0 E RACCOLTA RIFIUTI

Raccolta e smaltimento dei rifiuti possono trarre grossi benefici dalle nuove tecnologie: semplificazione dei processi, ottimizzazione dei costi, efficienza dei servizi. Il tema è stato al centro del convegno “Industry 4.0 per una gestione e un utilizzo più efficienti dei rifiuti”, coordinato dal professor Giuseppe Padula (Università di Bologna e San Marino), che si è svolto ieri a Ecomondo. Un’occasione per conoscere da vicino le esperienze concrete già oggi avviate in Italia e in Europa. Arriva dalla Finlandia, da Enevo Group, la tecnologia che consente di monitorare attraverso sensori il livello di riempimento dei cassonetti e di conseguenza organizzare in maniera più razionale ed efficiente la raccolta. In Italia, sperimentazioni in direzione dello sviluppo dell’industria 4.0 applicata ai servizi di raccolta rifiuti sono già state avviate da Hera: il gruppo ha già completamente digitalizzato il sistema di raccolta. Particolarmente innovativo il progetto che il CNR sta sviluppando per conto di Fincantieri sfruttando il potenziale offerto da intelligenza artificiale, analisi dei big data, internet of things: un sistema per trasformare in energia i rifiuti prodotti a bordo delle grandi navi da crociera ma non solo (Waste to Energy).

PRESENTATO A ECOMONDO IL RAPPORTO DI SOSTENIBILITA’ CONAI 2018

Presentata ieri a Ecomondo l’edizione 2018 del Rapporto di Sostenibilità di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), intitolato “Gli imballaggi nell’economia circolare”, che ha analizzato i benefici derivanti dall’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio – e del Sistema CONAI-Consorzi di Filiera in particolare – sul Sistema Paese e sull’ambiente.Nel 2017 è stato avviato a riciclo il 67,5% dei rifiuti di imballaggio – in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro – immessi al consumo sull’intero territorio nazionale, per un totale di 8,8 milioni di tonnellate di rifiuti, valore in crescita del 3,7% rispetto al 2016.

Considerando anche la quota di imballaggi destinata a recupero energetico, lo scorso anno 10,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono state valorizzate.Di queste 8,8 milioni di tonnellate, poco più di 4 sono state gestite da Conai e i Consorzi di Filiera, con la restante parte gestita dagli operatori indipendenti.

L’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio ha permesso la generazione di benefici diretti per 970 milioni di euro, un valore raddoppiato rispetto al 2005. Estendendo la prospettiva al periodo 2005-2017, il beneficio economico generato per il Sistema Paese è stato pari a ben 9,8 miliardi di euro. CONAI ha erogato ai Comuni con cui ha stretto accordi per il ritiro dei rifiuti di imballaggio, sulla base dell’Accordo Quadro stipulato con ANCI, 500 milioni di euro di corrispettivi – dovuti ai maggiori oneri per lo svolgimento della raccolta differenziata – nel solo 2017. Prendendo in considerazione un orizzonte più ampio, dal 2005 il Sistema ha erogato alle Amministrazioni Locali di tutta Italia oltre 4,2 miliardi di euro.

L’indotto economico generato dal Sistema CONAI-Consorzi di Filiera è stato pari a 514 milioni di euro (2017), a cui si aggiungono ulteriori 105 milioni di benefici indiretti (es. il valore economico delle emissioni di CO2 evitate).
Dal 2005 al 2017, l’indotto economico generato è stimato intorno a 5,7 miliardi di euro.

CONCLUSI  GLI STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY

Si sono conclusi oggi gli Stati Generali della Green economy 2018, organizzati a Ecomondo dal Consiglio Nazionale della Green Economy con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con il Mistero dell’Ambiente ed il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e la Commissione europea.

Record di numeri per la VII edizione: Circa 80 relatori italiani ed internazionali, circa 3.000 le presenze, con una grande partecipazione anche durante le sessioni tematiche di approfondimento e consultazione che hanno visto la partecipazione di oltre 50 organizzazioni di impresa e consorzi che hanno avanzate proposte per sostenere l’affermazione della green economy in Italia.

“La grande partecipazione agli Stati Generali della Green economy 2018 conferma la vitalità della green economy italiana – ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – Ora ci aspettiamo che la politica sappia interpretare questa forte spinta e contribuisca con scelte normative adeguate, a partire dall’urgente ridefinizione dell’end of waste”. Info: www.statigenerali.org

NOVAMONT E GRUPPO CAP, ACCORDO PER LO SVILUPPO DI INNOVATIVI PROGETTI DI ECONOMIA CIRCOLARE

L’accordo di ricerca tra Gruppo CAP e Novamont sottoscritto ieri a Ecomondo nella piazza delle Utilities nasce dalla comune volontà di mettere in pratica i principi dell’economia circolare e della bioeconomia. Si tratta di principi fondati su nuovi concetti di design, distribuzione, cambiamento nei modelli di consumo che hanno l’obiettivo di favorire lo sviluppo di innovativi modelli industriali che coniughino sostenibilità ambientale e competitività d’impresa, mediante il coinvolgimento di realtà non solo industriali ma anche pubbliche, etiche e culturali.

Le due società hanno identificato una serie di progetti aventi il comune obiettivo di rigenerare le risorse, riportare il carbonio organico di qualità nel suolo, garantire la qualità delle acque e ottenere da queste operazioni nuovi prodotti a valore aggiunto.

Con Ecodesign di microplastiche per l’industria cosmetica si intende aggiungere un importante tassello alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile, andando a studiare gli effetti di queste tipologie di prodotti sugli impianti di depurazione e sui fanghi, con particolare riferimento alla definizione di parametri di sostenibilità ambientale in relazione alle qualità delle acque.

IL CANADA A CACCIA DI TALENTI GREEN AD ECOMONDO

Un paese a forte vocazione green come il Canada non poteva che scegliere Ecomondo per proporre ai più giovani le “ecoprofessioni del futuro”.

Ieri pomeriggio alla manifestazione leader nel Mediterraneo per l’economia circolare Paola Bucalossi, delegato commerciale per il settore dell’Istruzione dell’ambasciata canadese in Italia, ha presentato tutte le possibilità- e i vantaggi- per gli studenti che scelgono il Canada per i loro studi universitari e post-universitari nell’ambito della green economy: il paese nordamericano può infatti vantare il più alto tasso di ricerca tra i paesi del G7, producendo il 3% dei paper a livello mondiale, e ben il 38% di queste ricerche avviene in ambito accademico.

Numeri che si rispecchiano perfettamente nell’ottimo stato di salute del settore delle green technologies in Canada, raccontato ad Ecomondo da Denis Leclerc, Ceo di Ecotech Quebec, l’organizzazione che riunisce i principali stakeholder del settore: le tecnologia pulita non solo muove 1,5 miliardi di dollari all’anno in ricerca e sviluppo, ma arriva a garantire un fatturato complessivo di 13,3 miliardi.

Nella sola Montrèal, spiega Leclerc, sono più di 30.000 gli occupati del settore green, suddivisi tra più di 1000 aziende, di cui 500 ad alto tasso di innovazione e 200 dedicate espressamente alla ricerca e allo sviluppo: solo nel capoluogo di provincia del Quebec sono ben 11 le Università che offrono programmi di studio specializzati per le tecnologie pulite.

Programma eventi di Ecomondo: https://bit.ly/2PVL4Sd

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