Economia circolare: accordo su norme UE per riduzione rifiuti

Il 22 maggio scorso gli Stati membri hanno approvato una serie di misure ambiziose per adeguare alle sfide future la legislazione dell’UE sui rifiuti, nell’ottica più ampia della politica unionale di economia circolare.

Le nuove norme, basate sulle proposte che la Commissione ha presentato nel dicembre 2015 nell’ambito del pacchetto sull’economia circolare, aiuteranno a produrre meno rifiuti e, quando ciò non è possibile, ad aumentare in modo sostanziale il riciclaggio dei rifiuti urbani e dei rifiuti d’imballaggio. Ridurrà gradualmente la pratica della discarica e promuoverà l’uso di strumenti economici, come i regimi di responsabilità estesa del produttore. La nuova legislazione rafforza la “gerarchia dei rifiuti”, imponendo agli Stati membri l’adozione di misure specifiche che diano priorità alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio rispetto allo smaltimento in discarica e all’incenerimento, facendo coì diventare realtà l’economia circolare.

La Commissione aveva inizialmente presentato proposte di nuove norme sui rifiuti nel 2014, che sono state ritirate e sostituite da quelle perfezionate, più circolari e più ambiziose presentate nel dicembre 2015 nell’ambito del programma di economia circolare della Commissione Juncker. Le proposte sono poi state adottate e sono ora parte integrante del corpus giuridico dell’UE.

Le nuove norme adottate  rappresentano la normativa in materia di rifiuti più moderna al mondo, un campo in cui l’UE sta dando l’esempio che altri dovrebbero imitare.

Le nuove norme sui rifiuti nel dettaglio

Obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani

Entro il 2025 Entro il 2030Entro il 2035
55%60%65%

L’inasprimento delle norme per il calcolo delle percentuali di riciclaggio aiuterà inoltre a monitorare meglio i progressi realmente compiuti nella realizzazione dell’economia circolare.

Nuovi obiettivi di riciclaggio dei rifiuti d’imballaggio

Entro il 2025Entro il 2030
Tutti i tipi d’imballaggio65%70%
Plastica50%55%
Legno25%30%
Metalli ferrosi70%80%
Alluminio50%60%
Vetro70%75%
Carta e cartone75%85%

Raccolta differenziata

Le nuove norme sulla raccolta differenziata, ampliando l’obbligo esistente di differenziare carta e cartone, vetro, metalli e plastica, miglioreranno la qualità delle materie prime secondarie e ne diffonderanno ulteriormente l’uso: entro il 2022 si dovranno raccogliere separatamente i rifiuti domestici pericolosi, entro il 2023 i rifiuti organici ed entro il 2025 i tessili.

Riduzione graduale dei rifiuti messi in discarica

Smaltire in discarica i rifiuti non ha alcun senso in un’economia circolare, oltre a costituire un rischio d’inquinamento dell’acqua, del suolo e dell’aria. Entro il 2035 i rifiuti urbani smaltiti in discarica dovranno essere ridotti, per costituire al massimo il 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti.

Incentivi

Le nuove regole prevedono un maggior ricorso agli strumenti economici e ad altre misure di provata efficacia per facilitare l’applicazione della gerarchia dei rifiuti. In questa transizione un ruolo importante è assegnato ai produttori, che saranno tenuti responsabili dei loro prodotti quando diventano rifiuti. I nuovi requisiti in materia di responsabilità estesa del produttore miglioreranno i risultati e l’amministrazione di questi regimi, che dovranno essere creati per tutti i tipi di imballaggio entro il 2024.

Prevenzione

La nuova legislazione dà particolare rilievo alla prevenzione e introduce obiettivi importanti per gli sprechi alimentari nell’UE e per i rifiuti marini, in modo da concorrere al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite.

Prossime tappe

Le nuove norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Contesto

Nell’ambito del piano d’azione per l’economia circolare, il 2 dicembre 2015 la Commissione europea ha adottato una serie di proposte legislative sui rifiuti. Il 18 dicembre 2017 i colegislatori hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle quattro proposte della Commissione. Il Parlamento europeo ha approvato l’accordo nella seduta plenaria dello scorso aprile.

Negli ultimi vent’anni in molti Stati membri si è assistito a un progressivo miglioramento della gestione dei rifiuti, in linea con la gerarchia dei rifiuti introdotta dall’UE: nel 1995 in media il 64% dei rifiuti urbani erano smaltiti in discarica; nel 2000 questa cifra si era abbassata al 55%, mentre la quota media dei rifiuti riciclati si aggirava sul 25%. Nel 2016 i rifiuti domestici smaltiti in discarica sono scesi al 24% e il tasso di riciclaggio è salito al 46%. Restano tuttavia varie sfide e grosse differenze tra gli Stati membri: nel 2016 dieci Stati membri smaltivano in discarica oltre il 50% dei rifiuti domestici e in sei di questi il 40% o più era bruciato negli inceneritori.

Per ulteriori informazioni

Per il testo delle nuove direttive, si veda qui.

 

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